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Origine della pianta di SCC

2 messaggi · nella sezione Bacheca forum

bistickAmministratore 13/07/2008, 10:50
In risposta alla gentile richiesta di totò, fatta nel "Libro degli ospiti" riporto alcune righe tratte da "Francica Oppidum Normanno" dell'Ing. Vincenzo Cupi. Il bellissimo libro pur essendo incentrato sulla storia di Francica, riporta in alcune pagine, delle validissime informazioni inerenti San Costantino Calabro che una volta faceva parte della sua Baronia.

Ecco cosa chiedeva totò:
totò ha scritto:sarei lieto di conoscere qualche notizia storica sul vostro paese, per esempio ho notato che in una parte le strade si intersecano in maniera perpendicolare, volevo sapere se questo è dovuto ai criteri costruttivi adottati in seguito ai rovinosi terremoti del 1700 e 1800 che sconvolsero l'intera regione. aspetto notizie grazie


Ing. Vincenzo Cupi ha scritto:Ritorniamo un po' indietro per trattare un argomento molto doloroso: i terremoti. Quello del 27 marzo del 1639 non fece vittime, ma la maggior parte delle case e delle chiese subirono crolli e molti danni(22). L'altro terremoto del 1659, per come riporta il De Marinis, non ebbe morti, solo 21 case distrutte «...e con esse due chiese intraperte... »(23). Fu invece quello del 5 febbraio del 1783 che rase al suolo completamente il villaggio e con esso il "Loco di Comerconi". Al tempo di questo terremoto gli abitanti erano in numero di 508. I morti furono 9 ed i danni in ducati 60.000(24). La rovina fu enorme. Così scrisse la Reale Accademia delle Scienze e Belle Lettere di Napoli: «...Pungadi, S. Costantino e Mutari, villaggi di questa Baronia (di Francica), caddero in uno sfasciume indistinto e generale... »(25).Ecco cosa scrisse, invece, nel libro dei morti per quel nefasto giorno, il parroco Don Domenico De Leo titolare della Parrocchiale chiesa di S. Costantino (trad. dal latino):
«Giorno 5 febbraio 1783. (Morti:) Donna Giulia Terranova, figlia del fu Costantino e della fu Donna Felicita Nano dello stesso casale, sorella di Giuseppe, di Giovanni Battista, di Domenico Antonio e di Maddalena Terranova, di 42 anni; signorina e figliola spirituale morì dinanzi alla porta maggiore di questa chiesa parrocchiale,. sotto le rovine della stessa chiesa, a causa del grande e terribile terremoto, nell'ora 19 circa (corrispondeva alle 13 circa). 1l quale terremoto distrusse tutto questo casale e (perirono) sei fanciulli, con Caterina Piperno, figlia del fu Antonio e di Rosa Soriano e moglie di Giuseppe Martino, che morì dopo otto giorni, sebbene parimente munita dei sacramenti, per la frattura delle ossa, a causa del crollo della sua casa che la seppellì. E parimente distrusse tutta la Provincia e specialmente tutte le chiese, monasteri, conventi e santuari.
Un caso simile non si ha, né nel Vecchio Testamento, né nel Nuovo, né nella storia, né in alcun libro. Questo (viene riportato) alla futura memoria.
De Leo Arciprete»
.(26)

Il villaggio venne ricostruito a monte del vecchio abitato, secondo un progetto che lo prevedeva su pianta regolare, come può rilevarsi dalle carte catastali odierne. Venne soppresso il ritiro del Loco, fu ristrutturata l'antica parrocchiale e costruita una nuova chiesa, l'odierna matrice nel 1814(27).


(22) L. D'ORSI, I terremoti delle due Calabrie;
(23) D. A. DE MARINIS, Relatione sopra li danni del terremoto, p. 24;
(24) I. ASSISI-G. A. CURRA', San Calogero e Calimera, p. 101;
(25) REALE ACCADEMIA DELLE SCIENZE E BELLE LETTERE DI NAPOLI, [storia de’ fenomeni del tremuoto avvenuto nelle Calabrie e nel Valdemone nel 1783, (Giuditta Editore), pp. 57- 58;
(26) ARCHIVIO PARROCCHIALE DI SAN COSTANTINO, Dal libro dei morti anno 1783;
(27) ASDM, Visite, vol. XX, f. 211;



Riferimenti: Francica oppidum normanno, Vincenzo Cupo, Italgrafiche (1998)

scc_va.jpg
Vista dal satellite di San Costantino Calabro
scc_va.jpg (144.52 KiB)
totòMatricola 15/07/2008, 17:42
Ho letto le notizie storiche. Gli archivi parrocchiali sono una inesauribile fonte di informazioni. complimenti, continuate così, per il vostro spirito di conoscenza e per i posteri.
Chi non conosce il passato, non può capire il presente.....diceva Confucio

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