AnnaMariaAmicone
16/05/2008, 14:58
Iniziativa di Confidustria che premia il lavoro di un giovane ricercatore del polo universitario
Caolino per ceramica, una risorsa da sfruttare
di FRANCESCO PRESTIA
QUANTI vibonesi sanno che nel loro territorio esiste un materiale indispensabile per le ceramiche più raffinate? Che le tazzine del loro servizio da caffè, quello “buono”, di marca, fabbricate in altre regioni d'Italia, devono la loro esistenza alla materia prima estratta dalle cave di Gerocarne e Parghelia? Si chiama caolino, minerale della famiglia dei feldspati che industrie del nord e del sud Italia estraggono dalle citate cave e poi avviano alle loro fabbriche, fuori dalla provincia e dalla Calabria. Da qui la domanda: perché non pensare a realizzare nella nostra provincia un ciclo produttivo completo, con industrie che partendo dall'estrazione, lavorino il prodotto in loco e creino così ricchezza per il territorio?
Una domanda che si è posto Michele Barba, giovane laureato del Polo universitario vibonese, con un lavoro che è stato premiato da Confindustria, precisamente dal Gruppo giovani imprenditori edili presieduto da Gaetano Macrì, con una borsa di studio di 1500 euro. Questo l'oggetto della sua tesi: “Caratteristiche mineralogiche e petrografiche dei feldspati per uso industriale in Calabria: implicazioni economiche ed ambientali del loro sfruttamento”. Il suo lavoro è stato scelto in una rosa di cinque, con gli altri quattro, definiti dalla commissione giudicatrice ugualmente validi, realizzati daTatiana Annamaria Mangioni, Antonella Fabiano, Elisabetta Funi e Pasqualina Maccarone. La premiazione è avvenuta nel corso di un incontro nella sede di Confidustria, presenti, oltre a Gaetano Macrì, Farbizio Ferrucci preside del corso di laurea in gestione di rischi ambientali, Fausto Marino presidente Ance e Sebastiano Caffo presidente dei giovani industriali vibonesi, fresco di nomina nel direttivo nazionale dell'associazione.
«La nostra iniziativa, che continuerà nei prossimi anni - ha spiegato il presidente Macrì -mira a stimolare e valorizzare i nostri giovani laureati, perché diventino protagonisti e si adoperino, per quanto di loro competenza, a colmare carenze e ritardi presenti nella nostra comunità». Confindustria, in sostanza, ha sposato in pieno l'idea di Barba che dalle cave del prezioso caolino possa derivare ricchezza e sviluppo per il territorio.
Prima che Barba, con l'ausilio di supporti informatici, illustrasse brevemente la sua ricerca, il preside Ferrucci ha voluto esprimere soddisfazione ed apprezzamento per l'iniziativa di Confindustria, piccolo grande segnale di speranza che salda un rapporto tra cultura e mondo produttivo. Richiamando le difficoltà d'ordine finanziario in cui si trova il Polo universitario vibonese, per via anche di un difficile dialogo con i suoi partner istituzionali, Ferrucci ha così concluso: «L'obiettivo dell'università è di ben preparare i suoi studenti. Noi ci stiamo riuscendo, se è vero che un terzo dei 105 nostri laureati già lavora, e in certi casi in livelli anche superiori allo stesso titolo conseguito».
"Il Quotidiano della Calabria" - Giovedì 15 maggio 2008
Caolino per ceramica, una risorsa da sfruttare
di FRANCESCO PRESTIA
QUANTI vibonesi sanno che nel loro territorio esiste un materiale indispensabile per le ceramiche più raffinate? Che le tazzine del loro servizio da caffè, quello “buono”, di marca, fabbricate in altre regioni d'Italia, devono la loro esistenza alla materia prima estratta dalle cave di Gerocarne e Parghelia? Si chiama caolino, minerale della famiglia dei feldspati che industrie del nord e del sud Italia estraggono dalle citate cave e poi avviano alle loro fabbriche, fuori dalla provincia e dalla Calabria. Da qui la domanda: perché non pensare a realizzare nella nostra provincia un ciclo produttivo completo, con industrie che partendo dall'estrazione, lavorino il prodotto in loco e creino così ricchezza per il territorio?
Una domanda che si è posto Michele Barba, giovane laureato del Polo universitario vibonese, con un lavoro che è stato premiato da Confindustria, precisamente dal Gruppo giovani imprenditori edili presieduto da Gaetano Macrì, con una borsa di studio di 1500 euro. Questo l'oggetto della sua tesi: “Caratteristiche mineralogiche e petrografiche dei feldspati per uso industriale in Calabria: implicazioni economiche ed ambientali del loro sfruttamento”. Il suo lavoro è stato scelto in una rosa di cinque, con gli altri quattro, definiti dalla commissione giudicatrice ugualmente validi, realizzati daTatiana Annamaria Mangioni, Antonella Fabiano, Elisabetta Funi e Pasqualina Maccarone. La premiazione è avvenuta nel corso di un incontro nella sede di Confidustria, presenti, oltre a Gaetano Macrì, Farbizio Ferrucci preside del corso di laurea in gestione di rischi ambientali, Fausto Marino presidente Ance e Sebastiano Caffo presidente dei giovani industriali vibonesi, fresco di nomina nel direttivo nazionale dell'associazione.
«La nostra iniziativa, che continuerà nei prossimi anni - ha spiegato il presidente Macrì -mira a stimolare e valorizzare i nostri giovani laureati, perché diventino protagonisti e si adoperino, per quanto di loro competenza, a colmare carenze e ritardi presenti nella nostra comunità». Confindustria, in sostanza, ha sposato in pieno l'idea di Barba che dalle cave del prezioso caolino possa derivare ricchezza e sviluppo per il territorio.
Prima che Barba, con l'ausilio di supporti informatici, illustrasse brevemente la sua ricerca, il preside Ferrucci ha voluto esprimere soddisfazione ed apprezzamento per l'iniziativa di Confindustria, piccolo grande segnale di speranza che salda un rapporto tra cultura e mondo produttivo. Richiamando le difficoltà d'ordine finanziario in cui si trova il Polo universitario vibonese, per via anche di un difficile dialogo con i suoi partner istituzionali, Ferrucci ha così concluso: «L'obiettivo dell'università è di ben preparare i suoi studenti. Noi ci stiamo riuscendo, se è vero che un terzo dei 105 nostri laureati già lavora, e in certi casi in livelli anche superiori allo stesso titolo conseguito».
"Il Quotidiano della Calabria" - Giovedì 15 maggio 2008






